Mi ricordo da bambina che con mia nonna, ogni prima domenica del mese, si andava ad un grande mercato che si teneva in un paese vicino al nostro. Era un’occasione speciale da condividere con la famiglia e, come unica nipote femmina, tornavo sempre a casa da questa esperienza con un regalino. Sempre quando ero bambina e ragazza, la mamma della mia migliore amica era solita girare i vari mercati della zona durante la settimana, e capitava spesso che prendesse qualcosa anche a me e mio fratello, oltre che alle sue figlie. L’abbigliamento preso al mercato ha fatto parte del mio guardaroba in fase di crescita e, a quasi 30 anni, noto come l’andare al mercato sia diventata una pratica cool e attuale anche tra i giovani (più giovani, scusami nonna): le amiche ti propongono di andarci il sabato mattina, di fare un giro a quelli dell’antiquariato che si tengono mensilmente e si condividono consigli e suggerimenti per massimizzare l’esperienza d’acquisto in questa occasione.

Ma andare, e soprattutto, acquistare al mercato, è ben più di una semplice esperienza di shopping: è un momento utile per risparmiare e aiutare l’ambiente in modo sostenibile, costruendo un guardaroba di capi unici a cui dare una seconda vita, contribuendo a ridurre (si spera) la sovraproduzione. Scegliere di comprare qualcosa nei mercatini significa prendere parte al necessario cambiamento in nome della moda, e di uno stile di vita, di conseguenza, migliore. Così facendo inoltre, si contribuisce al fenomeno del “thrifting”, ovvero, scovare delle chicche originali, rare o speciali in luoghi come il mercato o i negozi di second hand e antiquariato risparmiando allo stesso tempo. Un vero e proprio movimento green, soprattutto sui social, di creator e persone che mostrano gli acquisti fatti al mercato, amplificando il messaggio di convenienza e unicità rispetto allo stile di massa a cui contribuisce il fast fashion. Non a caso infatti, i negozi, i mercatini e le fiere si confermano i canali di acquisto preferiti, anche se il consumatore più attento all’aspetto della moda sostenibile è quello più giovane, appartenente alla Gen Z.
Se anche voi volete prendere parte al movimento, ecco qualche consiglio ed informazione utili per massimizzare l’esperienza al mercato, da vivere in prima persona e condividere con i propri amici o con la propria community social! Come sempre, più se ne parla, più la rivoluzione si amplifica, più si contribuisce al cambiamento positivo delle nostre abitudini.

UNICITÀ E QUALITÀ
Il fast fashion ci ha abituati a comprare tanto e spesso, in una dinamica di over-consuming sempre più accentuata che non tiene conto delle conseguenze sul pianeta e sulle persone, specialmente sui lavoratori che ne fanno parte. I prezzi bassi ci fanno credere di risparmiare, ma la qualità scarsa ci obbliga a comprare sempre di più per la poca durata dei capi. Al contrario invece, nei mercati si hanno più possibilità di trovare capi di buona fattura, pensati per durare nel tempo, anche e soprattutto quando sono vintage, particolari e, proprio per questo, unici.
RISPARMIO E SUPPORTO
Nei mercatini si possono acquistare abiti, sia di marca che non, accessori, oggetti di design e di antiquariato, praticamente tutto a prezzi inferiori rispetto al nuovo. Inoltre, spesso questi luoghi di ritrovo e di acquisto sono organizzati da piccole realtà, associazioni o venditori indipendenti: acquistare da loro significa supportare un’economia più etica e sostenibile, basata sul riuso e sul commercio circolare, per evitare sprechi e dare nuova vita agli oggetti.
GODERSI L’ESPERIENZA
Andare per mercatini è un’esperienza completa: girare tra le bancarelle, curiosare gli stand, chiacchierare con le persone e scoprire oggetti inaspettati è qualcosa che lo shopping tradizionale non può offrire e che porta con sé una certa soddisfazione, specialmente quando si trova un affare o qualcosa di speciale, magari con una storia alle spalle.

ORGANIZZAZIONE E PAZIENZA
Anche in questo frangente, essere organizzati è un vantaggio da non sottovalutare: innanzitutto per una questione di tempistiche; è risaputo infatti che prima si arriva e più si hanno occasioni di trovare i pezzi migliori. Un altro suggerimento importante è quello di concedersi del tempo per sbirciare quante più bancarelle possibili, senza fermarsi all’inizio o lasciarsi andare ai pregiudizi. In questi termini, è anche fondamentale controllare con cura ciò che si vuole acquistare per verificare la presenza di eventuali difetti ed essere certi della validità effettiva di un capo e/o oggetto. Non scoraggiatevi dunque e non lasciatevi cogliere dalla fretta: e soprattutto, non dimenticatevi i contanti, perché i POS non sempre sono presenti nella ridotta, e caratteristica, cornice del mercato!
ESSERE CREATIVI E PRATICI
Andare al mercato non sempre coincide con il trovare esattamente ciò che si vuole, perché non si hanno le stesse probabilità e certezza di un’esperienza in negozio: il lato positivo di questo “svantaggio” è che permette di allenare la propria creatività aiutati da un’ispirazione chiara, come potrebbe essere Pinterest. Questo vi aiuterà a risparmiare tempo e soldi, evitando acquisti inutili. Infine, per quanto riguarda il dress code, optate per un look pratico, comodo e magari a strati, considerando inoltre che spesso non sono presenti cabine di prova. Immancabile accessorio, infine, è la tote bag: per portare a casa tutti gli acquisti in nome di una sostenibilità bella e che fa la differenza!
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